mercoledì 17 giugno 2009

LA TRUFFA -DEI SOLDI- 20...(trading on line)


La tecnica di Ralph Nelson Elliott: Sviluppata da Ralph Nelson Elliott (1871-1948), utilizza come base matematica la serie numerica di Fibonacci e le proprietà particolari che ad essa vengono ascritte. La serie numerica è la seguente: 1 , 1 , 2 , 3 , 5 , 8 , 13 , 21 , 34 , 55 , 89 , 144 , 233 , 377 ….. praticamente la serie prosegue all’infinito come somma dell’ultimo numero con il precedente. Alcune, tra le molte caratteristiche particolari della serie numerica, che a noi in seguito serviranno, sono:

Dividendo ogni numero per il successivo si ottiene: 1; 0,5; 0,666 e man mano che i numeri salgono, sempre lo stesso numero e cioè 0,618;

Dividendo ogni numero per il precedente si ottiene: 1; 2; 1,5; 1,666 e man mano che i numeri salgono, sempre lo stesso numero e cioè 1,618.

Dividendo ogni numero per il terzo successivo si attiene: 0,333; 0,2; 0,25; 0,230 ; 0,238 e man mano che i numeri salgono, sempre lo stesso numero 0,236;

Dividendo ogni numero per il secondo successivo si ottiene: 0,5; 0,333; 0,4; 0,375; 0,384 e man mano che i numeri salgono, sempre lo stesso numero 0,382;

Dividendo ogni numero per il secondo precedente si ottiene: 2; 3; 2,5; 2,666; 2,6; 2,625; 2,615 e man mano che i numeri salgono, sempre lo stesso numero 2,618;

Dividendo ogni numero per il terzo precedente si ottiene: 3; 5; 4; 4,333; 4,2; 4,25; 4,230 e man mano che i numeri salgono, sempre lo stesso numero 4,236;

I numeri che si utilizzeranno in seguito sono: 0,236; 0,382; 0,50; 0,618; 1; 1,618; 2,618; 4,236, una parte serviranno per determinare i probabili targets di correzione e l’altra parte per determinare i targets degli impulsi; tali numeri rappresentano sempre relazioni percentuali tra le onde
Sostanzialmente, un ciclo completo della teoria di Elliott, composto da otto onde, si può suddividere in due cicli ben distinti. Il primo è formato da cinque onde ed è detto ciclo impulsivo. Il secondo è formato da tre onde ed è detto ciclo correttivo. Quello che viene definito come ciclo completo, in realtà, è una nuova onda 1 e 2 di un ciclo di grado maggiore.
Come al solito se vi ha incuriosito vi auguro buona ricerca e di approfondire il tutto

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giovedì 11 giugno 2009

LA TRUFFA -DEI SOLDI- 19..(trading on line)


Iniziamo quindi con La Teoria di Dow.La Teoria di Dow (Dow Theory) è un insieme di definizioni e regole relative al comportamento dei prezzi degli strumenti finanziari presentata da Charles Dow sulla quale si basa l'analisi tecnica moderna. Charles H. Dow fu un giornalista americano che, ai primi del '900, scrisse in una serie di articoli sul Wall Street Journal una serie di osservazioni sui comportamenti dei mercati finanziari, analizzati mediante l'utilizzo di grafici. Si deve quindi a lui e alla sua Teoria la nascita e la divulgazione dell'analisi tecnica, oltre che lo sviluppo dei primi indici azionari, tra cui il Dow Jones


I sei principi di base della Teoria di Dow Teoria si possono riassumere come segue:

Il mercato è formato da tre tendenze (trend): trend primario (nel lungo periodo), secondario (nel medio periodo) e minori (nel breve periodo).
Le tendenze si suddividono in tre fasi: accumulo (solo le "mani forti" investono), partecipazione del pubblico (ritorno della fiducia nel mercato) e distribuzione (tutti investono, momento di euforia del mercato)
Il mercato azionario sconta tutte le notizie: i prezzi delle azioni incorporano e riflettono velocemente tutte le infomazioni che le riguardano
Le medie del mercato azionario devono confermarsi a vicenda: occorre che il trend di un settore sia confermato anche dall'andamento dei settori a lui collegati
Le tendenze devono essere confermate dal volume: il volume in genere segue i prezzi, però se l'andamento è caratterizzato anche da forti volumi, allora è veritiero
Le tendenze esistono fino a che dei segnali definitivi dimostrano che sono terminate: brevi periodi di movimenti in controtendenza non costituiscono inversione di rotta del mercato salvo un persistere degli stessi.
Nel 1897, Charles Dow sviluppò due indici di mercato: l' Industrial Average, che includeva 12 blue chips e il Rail Average che ne includeva altre 20. Oggi sono noti come il Dow Jones Industrials Average e il Dow Jones Transportation Average. La "Dow Theory" risultò da una serie di articoli pubblicati da Charles Dow nel Wall Street Journal tra il 1900 e il 1902. Alla sua morte, WilIiam P. Hamilton e Robert Rhea ne ripresero e riorganizzarono i concetti, strutturandoli nella forma oggi conosciuta Come per gli indicatori, non e' mia intenzione approfondire ogni singola --TEORIA--,ma offrire a chi legge,uno spunto,e una piu' ampia possibile finestra, dove poter ricercare cio' che lo faccia sentire maggiormente a suo agio,sia nello studio,sia nella pratica.
Ovviamente, per coloro che vogliono approfondirne i concetti,sulla Teoria di Dow non c'e' che sbizzarrirsi cercando in internet.
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giovedì 4 giugno 2009

LA TRUFFA -DEI SOLDI- 18..(TRADING ON LINE)


Oltre agli strumenti di calcolo accennati.-oscillatori indicatori-- esistono -scuole di pensiero- sul trading e il suo svolgimento, che sono poi quelle piu' antiche, quelle per dirla tutta, nate quando sono nate le borse, e che per ovvi motivi, non potevano usufruire della tecnologia attuale.
Dobbiamo,secondo il mio punto di vista, soffermarci un'attimo a riflettere appunto su questa situazione.
La maggior parte dei calcolatori per TRADING ON LINE hanno cominciato la sua comparsa negli anni -1980- circa senza stare a sottilizzare, quindi se pensiamo che gia'nel -1700- circa, quindi quasi tre secoli prima',per seguire le quotazioni del riso, si utilizzavano le famose ancor oggi, e permettetemi anche piu' di ieri, CANDLESTICK, naturale una riflessione sulla necessita' di utilizzare molta tecnologia, forse troppa, che invece di chiarire il quadro d'insieme puo'spesso complicarlo.
Con questo non voglio dire che la tecnologia non vada utilizzata, credo pero' ci sia bisogno di fare un distinguo fra tecnologia al servizio del TRADER quindi UN AIUTO AD ALLEGGERIRE ALCUNE PROCEDURE, E INVECE --FAR CREDERE--E QUINDI UTILIZZARLA COME SOSTITUTA DEL TRADER.
Come ho gia' avuto modo di esprimermi il TRADING ON LINE --NON E' PER TUTTI-- proprio perche' come tutte le attivita' di una certa particolarita' non si addice a chiunque.
Provate a porvi semplici domande:
Oggi esiste internet ed e' quindi piu' semplice cercare e trovare cio' che si vuole, compresi software --miracolosi--.
Allora come mai la maggior parte dei trader e' destinata alla perdita???
Come mai nonostante tutta questa tecnologia,grafici tridimensionali ecc.ecc. la percentuale di TRADER PERDENTI rimane quella di sempre????
Ovviamente non ho tutte le motivazioni a portata di -tastiera- ma di certo un'opinione l'ho e ben chiara in testa, IL TRADING PROFITTEVOLE SI CREA CON IL GENIO CREATIVO CHE STA NELLA NOSTRA MENTE, CON LO STUDIO DEI MERCATI, LE LORO SITUAZIONI,LE LORO ABITUDINI I LORO AVVERTIMENTI.
IN poche parole -STUDIO STUDIO E ANCORA STUDIO, SENZA MAI MOLLARE.
Torniamo quindi alle scuole di pensiero accennate sopra:
TEORIA DI DOW
TEORIA DI ELLIOTT
W.D.GANN
CANDLESTICK
CAGI
POINT AND FIGURE
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mercoledì 27 maggio 2009

LA TRUFFA -DEI SOLDI- 17----(trading on line)


Dopo la lunga carrellata di oscillatori ed indicatori, possiamo un pochino tornarci sopra.
Ovviamente non e' mia intenzione, ne tantomeno il mio obiettivo, dare giudizi su questo o su quello,ma bensi' cercare di ottenere da chi mi legge, L'ATTENZIONE, che possa cosi' far vedere sotto un'altro punto di vista questi strumenti.
Partendo dal concetto base che come ho gia' scritto, NON SONO VEGGENTI,E CHE QUINDI NON POSSONO PREVEDERE IL FUTURO, possiamo esprimere un ragionamento piu' logico e realista su questi -calcolatori-.
Ogni strumento come abbiamo visto nei precedente post di L'ESPERIENZA INSEGNA si basa su precisi canoni di calcolo gia' accennati,-il volume-la volatilita'-la velocita'-la media dei prezzi ecc. ecc.,quindi va da se' che la scelta di uno strumento o di un'altro verra' fatta a seconda di cosa si vuole controllare.
Per essere un pochino piu' chiari, e' come se voi saliste su di un'auto e doveste controllare il livello della benzina, la temperatura dell'acqua, quella dell'olio,la temperatura della turbina ecc.ecc.,per poter fare cio' dovete avere tutti gli strumenti necessari a tenere sotto controllo l'auto.
Alla stessa maniera, il ragionamento e' lo stesso, quando scegliete uno strumento, non avete tutto quanto sotto controllo, ma bensi' avete informazioni solo per una parte di quelle a disposizione, quelle appunto su cui si basa-l'oscillatore-indicatore-.
Dopo questo esempio avrete gia' capito il perche' ho scritto che NON E' POSSIBILE DELEGARE ALLO STRUMENTO LA DECISIONE DI ACQUISTARE O VENDERE, dato dal fatto che il segnale sia di acquisto o di vendita, e' stato generato solo da una parte di dati da tener presenti, quindi potrebbe generare falsi segnali, --PER L'INCOMPLETEZZA NATURALE DI INFORMAZIONI A SUA DISPOSIZIONE--
Spero a questo punto di aver almeno chiarito il mio pensiero espresso in precedenza, cioe' che questi strumenti sono ottimi per avere un supporto aggiuntivo, ma un pochino di meno come base per fare trading.
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venerdì 22 maggio 2009

LA TRUFFA -DEI SOLDI- 16....(trading on line)


Bene adesso passiamo all' Intraday intensity, o meglio conosciuto come Money Flow, in utilizzo sulla maggior parte delle piattaforme. Creato da David Bostian e utilizzato in analisi tecnica,mette in relazione il movimento di prezzo con i volumi scambiati di un titolo.La formula
II = (2 * chiusura − massimo − minimo) / ((massimo − minimo) * volume).
l'indicatore confronta il prezzo di chiusura con il minimo e il massimo della giornata. Chiusure vicine ai massimi produrranno valori dell'Intraday Intensity positivi, chiusure vicine ai minimo produrranno valori negativi, chiusure vicine alla media tra minimo e massimo produrranno valori nulli o molto piccoli.
Per chi ha avuto la pazienza di leggere fino ad ora i post L'ESPERIENZA INSEGNA (trading on line), vorrei fare una puntualizzazione, nel senso che il titolo dei vari post NON SIGNIFICA VOLERSI METTERE IN CATTEDRA, QUINDI INSEGNARE, MA BENSI' ESTERNARE CIO'CHE L'ESPERIENZA MI HA INSEGNATO, E SPERARE DI FARE COSA GRADITA A CHI MI LEGGERA'RENDENDO MENO -COMPLICATI-ALCUNI PASSAGGI NATURALI VERSO QUESTA ATTIVITA'.
Detto questo, possiamo tornare ai nostri indicatori, dicendo prima di tutto che ne esistono altri, ma a noi interessava fare alcuni esempi di quelli piu' utilizzati, e che ci ritroviamo sulle nostre piattaforme, cosi' da poterli vedere in azione a titolo anche solo di quriosita',e porci DOMANDE.
Credo che aldila'di tutto ci sia bisogno di fare alcune considerazioni:
Prima di tutto gli indicatori non sono -VEGGENTI-ma,come abbiamo potuto constatare,sono frutto di algoritmi piu' o meno complicati, basati su cio' che il mercato offre,nel senso che il loro risultato lo apprendono -DAL PREZZO,DALLA VELOCITA' CON CUI SI MUOVE, DAI VOLUMI CHE LO SOSTENGONO,DALL'AMPIEZZA DEI MOVIMENTI--ECC.ECC.
E'importante secondo me sottolineare questo onde evitare di cadere nel tranello della facilita'd'utilizzo, pensando appunto che un'indicatore possa risolvere tutti i problemi annessi al TRADING, delegando quindi all'indicatore-oscillatore la decisione sull'acquisto o sulla vendita.
PURTROPPO e ripeto PURTROPPO la rete e' in'ondata di manuali, manualetti, e non solo, dove come ho gia' avuto modo di esprimermi la parola FACILE abbonda, tipo:IL TRADING FACILE CON --QUESTO O QUELL'INDICATORE ECC.ECC.--ed e'quindi semplice e quasi scontato credere che basti leggere un manualetto fornito di immagini dove l'indicatore-oscillatore fa miracoli,ed ecco il gioco e' fatto, peccato nessuno dica che l'utilizzo di questi strumenti NON E'IL PRINCIPALE INDICATORE DEGLI ACQUISTI E DELLE VENDITE, MA SERVE DA SUPPORTO.
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giovedì 21 maggio 2009

LA TRUFFA -DEI SOLDI- ...15 (trading on line)


VOLATILITA'La volatilità è una misura del rischio che l'investimento in attività finanziarie comporta per l'investitore. In termini pratici essa rappresenta il grado di variazione dei prezzi di un'attività finanziaria in un determinato periodo di tempo. In un contesto di informazione asimmetrica e di imperfezione dei mercati le cause della volatilità possono ricercarsi nei seguenti tre fattori: il rilascio di informazione pubblica, il diffondersi di informazione privata ecc ecc. Tutti questi fattori sono in grado di spiegare i repentini cambiamenti, temporanei o duraturi, di tale variabile nel tempo.In poche parole se un titolo si muove l'uno percento al giorno di media ed ha per ipotesi una volatilita'pari a--10--s e cominciasse ad avere escursioni maggiori o minori la volatilita' aumenterebbe o diminuirebbe in relazione alla media dei range o percentuali che in quel periodo il titolo sta raggiungendo. VA da se' quindi che una volatilita' alta stabilisce allo strumento finanziario decisamente un rischio alto mentre volatilita' bassa decisamente minori rischi.Uno strumento per misurare la volatilita' e' la deviazione standard.
IL VOLUME: Il volume indica il numero dei contratti conclusi durante il periodo in esame, in un mercato nel suo complesso o per una singola azione. L'entità di azioni trattate si può calcolare sia in termini di valore sia di numero delle stesse. Nello studio del movimento di un singolo titolo, di solito,si fa riferimento solo alla quantità, mentre, per costruire un indice generale del mercato, si utilizza il valore degli scambi.I volumi dovrebbero incrementare nell verso del trend in atto. In una trend al rialzo, il volume dovrebbe accrescere durante i rialzi, e abbassare nelle correzioni, caso opposto in un trend al ribasso.
William %R Sviluppato da LARRY WILLIAM funziona come lo stocastico, lavora per sgnalare possibili zone di ipercomprato e zone di ipervenduto, la scala di riferimento 0 a -100 dove da 0 a -20 e' ipercomprato mentre da -80 a -100 e' ipervenduto.
INDICATORE ZIG ZAG, per questo indicatore particolare vi inserisco un link che vi delucidera' sicuramente.
http://www.scalpingschool.com/Analisi_Tecnica/Analisi_a_z/Zig.pdf

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mercoledì 20 maggio 2009

LA TRUFFA -DEI SOLDI-14...(trading on line)


Procediamo quindi con il MOMENTUM
L'oscillatore momentum indica la forza del mercato misurando il tasso di variazione dei prezzi rispetto ai loro livelli effettivi. Questo concetto è fondamentale per tutta l'analisi tecnica basata sugli oscillatori. Per costruire le linea del momentum a cinque giorni occorre sottrarre all'ultimo prezzo segnato quello di chiusura di cinque sedute precedenti. La formula quindi sarà:M=V-V1
dove V è l'ultimo prezzo di chiusura e V1 è il prezzo di cinque giorni prima.gli investitori tendono principalmente ad adoperare 10 o 14 periodi di taratura; ovviamente nessuno vieta di utilizzare periodi differenti.Il grafico del momentum presenta la linea di riferimento dello zero. Molti analisti tecnici considerano come segnale d'acquisto il superamento al rialzo della linea dello zero, mentre l'incrocio al ribasso genera un segnale di vendita. Ciò nonostante bisogna ricordare che l'analisi della tendenza primaria del mercato rappresenta sempre la prima cosa da individuare e l'analisi degli oscillatori non deve diventare una giustificazione per andare contro tale tendenza. Di conseguenza si potranno aprire operazioni long solo inserite in una tendenza primaria impostata a rialzo.Uno dei problemi relativi all'utilizzo del momentum consiste nell'assenza di una banda superiore ed inferiore per avere a colpo d'occhi i possibili ipercomprati o ipervenduti.
Adesso vediamo O.B.V.On Balance Volume (OBV) sviluppato da Joseph E. Granville, si basa sul presupposto che le cosidette mani forti entrano (fase di accumulo) o escono (fase di distribuzione) dal mercato in anticipo rispetto alla massa degli investitori. Questo indicatore prende in considerazione l'evoluzione dei volumi in rapporto con l'andamento dei prezzi cioè rappresenta la somma algebrica dei volumi scambiati nelle varie sedute di borsa. Per il calcolo di questo indicatore bisogna tener conto delle seguenti regole: Si sommano i volumi del giorno in questione al valore dell'indice OBV del giorno precedente, nel caso in cui si è avuto un aumento del prezzo.
Si sottraggono i volumi del giorno in questione al valore dell'indice OBV del giorno precedente, nel caso in cui si è avuto un ribasso del prezzo OBV decrescente con prezzi in aumento o mercato in fase di congestione è un segnale di indebolimento del titolo
OBV crescente con prezzi in diminuizione segna un probabile inversione di tendenza
OBV uniforme con i prezzi, non rilascia segnali o conferma la tendenza.
Ora il PARABOLIC SAR sviluppato da by J. Welles Wilder mette in relazione il tempo con il prezzo Questo indicatore è usato per individuare il punto di inversione della tendenza, lutilizzo di questo indicatore comporta una costante permanenza sul mercato ed al segnale di inversione corrisponde una chiusura della vecchia posizione per aprirne una nuova in senso opposto. Se ad esempio eravamo posizionati al rialzo, al raggiungimento del SAR (termine che indica il punto di inversione acronimo dall' inglese Stop and Revers Point ), chiuderemo la posizione per aprirne una nuova allo scoperto.E' considerato da molti trader come è un' eccellente trend following ma in fasi di lateralità del mercato rilascia molti falsi segnali.
(R.S.I.)Il Relative Strength Index (RSI), o indice di forza relativa Fu ideato da John Welles Wilder Si tratta di un indicatore di momentum che riesce però ad ovviare ad alcuni problemi presenti nel momentum, nel Rate of change o in altri INDICATORI Il Relative Stregth Index presenta una banda d'oscillazione costante, da 0 a 100, che permette una comparazione dei valori con alcuni livelli costanti prestabiliti. Il termine di indice di forza relativa e' comunque improprio Infatti con la forza relativa solitamente si intende un grafico lineare che mette in rapporto due differenti entità, come per esempio un'azione e il suo indice L'indice ideato da Wilder non misura alcuna di queste correlazioni traendo quindi in inganno.Presentando una banda d'escursione costante, da 0 a 100, è possibile individuare zone fisse in cui l'oscillatore si trovi in una situazione di estremo; saranno quindi considerate zone di ipercomprato quando l'oscillatore segnerà valori superiori a 70, mentre saremo in ipervenduto qualora segnasse valori inferiori al 30. Va comunque fatto notare come la dottrina classica dell'analisi tecnica identificasse questi livelli di estremo a 80 e 20, anziché 70 e 30.
Abbiamo ora Lo Stocastico, è uno degli indicatori sicuramente più diffusi tra gli analisti tecnici. Ciò è dovuto al fatto che si tratta di uno strumento che dà ottimi spunti operativi, arrivando addirittura ad individuare possibili massimi e minimi del mercato. Come ogni altro indicatore, non è però infallibile. Anche lo Stocastico, quindi, è da usarsi associato ad altri elementi di analisi, è stato sviluppato da William Blau ed è stato introdotto nel 1993 comparendo sul of Technical Analysis of Stocks & Commodities magazine.
Questo indicatore oscilla tra 0 e +100, misura la posizione relativa del
valore di chiusura nell'ambito della sua escursione periodica(o giornaliera)L'interpretazione di un segnale di acquisto si ha se l'indicatore supera la linea di demarcazione inferiore a 20 dal basso verso l'alto mentre il superamento della quota 80 dall' alto verso il basso genera un segnale di vendita. Si possono usare come segnali operativi adi acquisto e vendita anche le intersezioni tra le curve, la prima detta %K line che pur non essendo un indicatore di velocità segnala con relativa precisione nuovi massimi o nuovi minimi relativi , la seconda detta %D line disegna una specie di media mobile esponenziale della % K line, e serve ad ammorbidirla e poterla interpretare meglio.
continua.............